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Gabriel García Márquez

La vita e le opere del più autorevole scrittore latino americano

Gabriel García Márquez nasce il 6 marzo del 1928 ad Aracataca, una cittadina della regione di Magdalena, nel nord della Colombia.
Visse gli anni della prima infanzia allevato dai nonni paterni, il colonnello Nicolás Ricardo Márquez Mejía e Tranquilina Iguarán Cotes, i cui cognomi suoneranno familiari ad intere generazioni di lettori...
Terminate le scuole dell'obbligo, si iscrive a giurisprudenza presso l'Università Nazionale di Bogotà; comincia a scrivere il suo primo racconto, che intitola "La casa"; seguiranno altre novelle, alcune delle quali, come "La tercera resignacion", verranno pubblicate dal quotidiano El Espectator.
Nel 1948 lascia l'università e si trasferisce a Cartagena, dove inizia la sua carriera giornalistica presso la testata El Universal, e poi a Barranquilla, dove collabora con El Heraldo.
Proprio a Barranquilla accresce la sua esperienza letteraria, scrivendo nuovi racconti e novelle, pubblicate sempre da El Espectador.
A 27 anni pubblica la sua prima novelle, "Le foglie morte", nella quale già emerge la prosa forbita e fantasiosa del giovane scrittore.
Viaggia per mezza Europa come corrispondente de El Espectador e prende parte a un corso di cinema tenutosi presso la Scuola di Cinematografia di Cinecittà.
Nel 1958 sposa Mercedes Barcha e, a seguito del trionfo della rivoluzione di Fidel Castro, visita Cuba e stringe stretti rapporti di amicizia col regime castrista, sino a diventare un collaboratore fisso di "La Prensa", l'agenzia stampa fondata dallo stesso Castro e contribuire alla fondazione di "Prensa Latina".
Nel 1961 scrive "Nessuno scrive al colonnello" e l'anno successivo "I funerali della Mamà Grande", opere nelle quali si intravede il germe di quello che verrà negli anni successivi definito come il "realismo magico".
Nel 1967 una casa editrice argentina pubblica "Cent'anni di solitudine", uno dei romanzi più importanti della letteratura mondiale del XX secolo; da tale momento ha inizio l'affermazione professionale di Marquez; premi letterari e riconoscimenti vari in tutte le parti del mondo lo consacrano quale autore dalla prosa originale universale, sino al coronamento principale, il premio Nobel per la Letteratura nel 1982.
Tra le opere principali si ricordano:
  • Cent'anni di solitudine (1967): narra la saga epica della famiglia Buendía nel villaggio di Macondo, luogo immaginario e incantato, dove accadono cose fantasiose le quali escono dalla penna di Marquez con una ricchezza ed eleganza da apparire reali. Tradotto in quasi tutte le lingue del mondo, rappresenta una tra le opere letterarie più lette al mondo.
  • La incredibile e triste storia della candida Erendira e di sua nonna snaturata (1972): racconto pubblicato per la prima volta a Barcellona.
  • L'autunno del patriarca (1975): racconta con tono grottesco il periodo di decadenza di un dittatore non meglio qualificato, attorniato dai suoi soldati e dai suoi servili ministri, dai suoi figliocci e dai suoi amori. Strutturato in sei capitoli è costituito da lunghissimi periodi collegati da molteplici congiunzioni e pochissima punteggiatura (solo alcune virgole), il romanzo è pervaso di simbolismi che ben rappresentano l'allegoria del potere.
  • Cronaca di una morte annunciata (1981) narra gli eventi che precedettero l'assassinio di un giovane di origine araba, contro cui si è consumata una ingiusta vendetta. Nell'opera la maestria dell'autore è quella di dosare sapientemente suspence e situazioni grottesche dal tipico sapore latino americano, mantenendo uno stile narrativo a metà tra il giornalistico e il cinematografico.
  • L'amore ai tempi del colera (1985): descrive con tono incessante e ironico l'avventura di due innamorati che per una vita si ricercano e si rincorrono e solo in piena terza età portano a compimento il sogno di un avita intera.
  • Il generale nel suo labirinto (1989): Il generale nel suo labirinto racconta gli ultimi mesi di vita di Simon Bolivar, descrivendolo come un uomo oramai stanco e spogliato di quell'aura magica che la storia gli ha accollato; Marquez umanizza l'eroe. E' la allegoria del potere che svanisce, ma anche del sogno di unità latino americana.
  • Dell'amore e altri démoni (1994): tratta con una intensità descrittiva e forti caratterizzazioni nei personaggi, la vicenda di una bimba morsa da un cane rabbioso la quale viene erroneamente creduta posseduta dal demonio e per questo sottoposta a brutali pratiche di esorcismo.
  • Notizia di un sequestro (1996): è un dettagliato reportage in forma romanzata relativo al rapimento di nove giornalisti ad opera del narcoterrorismo colombiano.

Oltre ad alcune raccolte di articoli giornalistici, Marquez ha partecipato anche alla stesura di svariate sceneggiature cinematografiche, talvolta quali adattamenti di sue proprie opere letterarie. Grazie a tali molteplici esperienze cinematografiche, dal 1985 gli è stata affidata la direzione della Scuola Internazionale di Cinematografia dell'Avana (ICAIC).
Negli ultimi anni "Gabo" ritorna al giornalismo: fonda il giornale colombiano Alternativa, di ispirazione progressista e fonda una scuola di giornalismo.

Autore: riccardo
Copyright: La presente opera d'ingegno è riproducibile, parzialmente o totalmente, da ciascun utente, previa autorizzazione scritta dell`autore.
Il: 15/11/2004
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