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I combattimenti tra galli

Le origini e le regole di questa cruenta lotta che costituisce uno dei passatempi piu’ popolari in America latina

Il gallo non è originario dell’America latina. I primi esemplari li trasporto’ Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio alle “Indie”.
Una volta introdotto nell’economia agricola del continente, ci si rese ben presto conto che il gallo, guidato dall’istinto riproduttivo, aveva una forte attitudine combattiva nei confronti dei propri simili.
Tale indole non proprio pacifica, trasformo’ il gallo da tipico animale da cortile ad esemplare da combattimento nelle fiere paesane di campagna.
I combattimenti avvengono in piccoli recinti, detti “galleras”, frequentati da gente concitata che strilla e incita i novelli gladiatori, tra fumo, alcol, sudore e sangue.
Ogni paese latino americano ha proprie arene e specifiche regole di combattimento; si combatte in Cile, Ecuador, Colombia, Peru’, persino a Cuba, Porto Rico e in Argentina.
Addirittura vi sono delle competizioni internazionali, regolate da norme comuni, sancite dall’Associazione Mondiale degli Allevatori di Galli da Combattimento.
Questi regolamenti prevedono che il combattimento, che si svolge sotto l’autorita’ di un giudice di campo, abbia la durata massima di 15 minuti e che si concluda per la morte, la menomazione o la fuga di uno dei due contendenti.
Questi eventi sono vissuti dagli appassionati con una forma di partecipazione talmente intensa che neanche un europeo di fronte al gioco del calcio riesce ad immaginare.
Massima importanza viene affidata alla fase di allevamento dei galli. Vengono selezionati gli esemplari in base alla linea sanguigna di provenienza e, grazie ad allenamenti specifici in vere e proprie palestre, si sviluppano le doti della forza, resistenza, velocita’ e coraggio.
Vi sono varie razze: dal tipo spagnolo, che ha la caratteristica di essere molto coraggioso e di avere una grande aggressivita’, al creolo, rinomato per la resistenza; vi sono poi esemplari provenienti da Brasile, Cile, Messico e persino dall’Inghilterra, nonche’ incroci ibridi, detti comunemente "guaruchos".
La preparazione del gallo per il combattimento passa attraverso il rito della vestizione; l’allevatore, in base ad un personalissimo rituale propiziatorio, pone alle zampe del gallo degli speroni di plastica, osso o metallo, in modo che i colpi inferti al contendente ne provochino il maggior danno possibile.
Tale fase ha normalmente un grande significato simbolico, in quanto rappresenta il passaggio dall’allevatore al proprio “atleta” di ogni energia positiva utile al combattimento.
Sono molte le critiche riguardanti tali cruenti combattimenti, provenienti non solamente dalle associazioni di tutela e protezione degli animali, ma anche da settori della societa’ civile, le quali considerano le “galleras” come luoghi di malaffare.
A tali detrattori, gli “addetti ai lavori” replicano che il mondo che ruota intorno a tale pratica ha il beneficio di proteggere le specie avicole ed addirittura di migliorarle. Qualcuno osserva che, se fossero proibiti i combattimenti, in breve tempo i galli stessi si estinguerebbero; altri ancora, con senso realistico, aggiungono che un’altra buona ragione per preservare tale pratica e’ che da’ da mangiare a molta gente.
Comunque la si pensi, rimane il fatto che tali attività sono estremamente cruente ed inadatte a persone molto sensibili, ma al tempo stesso hanno attraversato cinque secoli di storia e sono entrate a far parte della cultura tradizionale di un intero continente.
A riprova di cio’ basta consultare la fiorente letteratura latinoamericana per trovare moltissimo materiale riguardante i combattimenti tra galli: uno per tutti, Gabriel García Márquez, che nel suo “Cent’anni di solitudine”, racconta dell’omicidio per questioni di onore avvenuto ad opera del leggendario José Arcadio Buendía, in seguito ad un combattimento tra galli, oppure al colonnello di “Nessuno scrive al colonnello” il quale era solito affermare che “i galli si consumano a furia di osservarli...”.

Autore: riccardo
Copyright: La presente opera d'ingegno è riproducibile, parzialmente o totalmente, da ciascun utente, previa autorizzazione scritta dell`autore.
Il: 14/09/2004
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