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Il mito di Capablanca

Il gioco degli scacchi e’ molto diffuso in America latina. Tra i maestri della scacchiera dalle 64 caselle bianche e nere figura anche un cubano la cui storia e’ divenuta in parte leggenda

José Raúl Capablanca Graupera nacque il 19 novembre 1888 nel Castillo del Príncipe, fortezza militare dell'Avana, dove prestava servizio come comandante il padre José María.
Il primo apprendistato viene illustrato proprio dalle parole del maestro cubano: “Non avevo ancora cinque anni quando, per caso, entrai nello studio privato di mio padre e lo trovai che giocava a scacchi con qualcuno. Non avevo mai visto gli scacchi; i pezzi mi incuriosirono e il giorno dopo tornai per vederli giocare. Il terzo giorno, mentre stavo a guardare, mio padre, assai debole nelle aperture, mosse un cavallo da una casa bianca a un’altra dello stesso colore. Evidentemente, il suo avversario, che non era migliore, non se ne accorse. Mio padre vinse e io gli dissi che era un imbroglione e risi di lui. Dopo un rimprovero quasi mi caccio’ fuori dalla stanza, ma riuscii a fargli vedere che cosa aveva fatto. Mio padre mi domando’ che cosa ne sapessi io di scacchi. Gli risposi che sapevo quanto bastava a batterlo: mi disse che era impossibile, visto che non sapevo nemmeno disporre i pezzi sulla scacchiera. Provammo con i finali e io vinsi. Ho cominciato così”.
Storia o leggenda, poco conta; la cronaca sottolinea che nel 1900, all’eta’ di dodici anni, “Capa”, vince il titolo nazionale cubano di scacchi, sconfiggendo il maestro Juan Corzo y Príncipe.
Nel 1904 il giovane José si trasferisce a New York, frequentando i corsi di ingegneria della Columbia University.
Gia’ l’anno successivo, pero’, gli scacchi distraggono il giovane ragazzo dagli studi: frequenta sempre piu’ assiduamente il Manhattan Chess Club, dove ebbe modo di conoscere – e persino di battere - i maestri di scacchi del suo tempo, quali Lasker (che, a quel tempo, era il campione mondiale in carica) e Frank Marshall.
La prima vittoria internazionale, ottenuta nel 1911 al torneo di San Sebastián, gli procura un repentino successo che travalica il limite dello specifico panorama scacchistico.
Nel 1913 il governo cubano, comprendendo che Capa rappresenta un potenziale veicolo promozionale per Cuba, lo nomina ambasciatore culturale presso il Ministero degli Affari Esteri.
Grazie a tale riparo economico, Capa puo’ dedicarsi completamente agli scacchi. Partecipa a vari tornei ed esibizioni in Europa, America del Nord e America latina (Buenos Aires, Montevideo, New York, L’Avana e San Pietroburgo) sino allo scoppio della prima guerra mondiale; negli anni della grande guerra Capa si limita ad alcuni tornei minori in quel di New York.
Con il termine del conflitto mondiale, riprende l’attivita’ scacchistica internazionale e Capa si impone, nel 1919, nel torneo di Hastings, in Inghilterra.
Giunge il 1921, anno del titolo mondiale: Capa sconfisse Lasker all’Avana, con il punteggio di 4 a 0 e 10 incontri terminati in parita’.
Con il titolo di campione mondiale Capa partecipa e vince il torneo di Westminster, a Londra, nel 1922.
La fama di invincibile ammanta Capa; e qui forse ha inizio la sua decadenza; nel 1924 Capablanca, il campione mondiale, perde una partita al torneo di New York e arriva terzo, l’anno successivo alla competizione di Mosca.
Nel 1927 Capa, dopo una netta vittoria a New York contro i suoi possibili sfidanti, giunge a difendere il titolo a Buenos Aires e a perdere contro Alekhine in una competizione quasi eterna (duro’ ben tre mesi!).
Senza adeguata preparazione e giocando a tratti con sufficienza, Capa perse 6 a 3 e 25 incontri pari.
Capa avrebbe voluto ottenere immediatamente la rivincita, ma Alekhine non gliela concesse mai.
Continua a vincere nei tornei internazionali: "Elite" di Berlino e Budapest nel 1928, in Inghilterra nel 1929, e poi New York (1931).
Torno’ cosi’ ai vertici del mondo scacchistico internazionale (peraltro, incontro’ e sconfisse il detentore del titolo mondiale Euwe ad Amsterdam nel 1931), ma senza guadagnarsi la possibilita’ di battersi nuovamente per la corona mondiale.
Trionfa nuovamente a Mosca nel 1936, vincendo Alekhine in un incontro considerato magistrale.
Vince il suo ultimo alloro internazionale nel torneo di Nottingham del 1936.
L’ultimo torneo disputato e’ quello delle Olimpiadi degli Scacchi, tenutesi nel 1939 a Buenos Aires. Capa si distingue come il miglior giocatore del torneo.
Muore colpito da emorragia cerebrale il 7 marzo 1942, mentre si trovava al Manhattan Chess Club.
La camera ardente venne allestita al Capitolio Nacional dell’Avana, ovvero la copia del Campidoglio di Washington.
I resti del grande genio degli scacchi riposano ora all'Avana, nel cimitero di Colon; sulla sua tomba, posta lungo il viale principale del grande cimitero monumentale, non vi sono frasi scolpite nell'eternita', bensi' semplicemente il suo cognome.

Autore: riccardo
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Il: 28/12/2005
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