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Si dimette il Presidente della Bolivia

Dopo settimane di agitazioni popolari, Gonzalo Sánchez de Lozada lascia la presidenza del paese andino. Subentra il suo vice, Carlos Mesa Gisbert, che guiderà un governo tecnico

La Paz 18 ottobre 2003 - La notizia era nell'aria: dapprima il disordine sociale, poi le dimissioni del vicepresidente (lunedì 13) e del portavoce ufficiale.
Venerdì 17 ottobre, alle 22:30, con una lettera inviata al Congresso, Gonzalo Sánchez de Lozada lascia la presidenzia della Bolivia dopo poco più di un anno di governo.
Le più recenti modifiche apportate all'ordinamento socio-economico, in particolare la legge degli idrocarburi, ha provocato la reazione dei due più importanti sindacati e dei principali oppositori, primo tra tutti il MAS, guidato dal "lìder cocalero" Evo Morales Aima.
La citata legge aveva disposto il libero accesso dei capitali privati nazionali e stranieri allo sfruttamento degli idrocarburi.
Da metà settembre si erano fatte più imponenti le forme di protesta nelle principali città del paese: scioperi, manifestazioni, blocchi delle vie di comunicazione; e la richiesta era categorica: le dimissioni di Gonzalo Sánchez de Lozada. Le agitazioni avevano addirittura provocato più di 70 morti e oltre 200 feriti per arma da fuoco.
A nulla erano servite le proposte del presidente di sottoporre a referendum la legge sugli idrocarburi; oramai gran parte del tessuto politico e sociale del paese era contro la permanenza di "Goni" alla presidenza.
Così, mentre Sánchez de Lozada volava a Miami con un volo commerciale della loyd Aéreo Boliviano, al Congresso si insediava il governo tecnico dell'ex vice presidente Carlos Mesa Gisbert, giornalista di 53 anni
Mesa ha subito annunciato che intende modificare quanto prima la legge sugli idrocarburi, promuovere un referendum sulla questione del gas e costituire una Assemblea Costituente per la rifondazione istituzionale del paese.
Le ragioni di tale crisi sono da ricercarsi, in realtà, non soltanto nella importante questione della gestione delle risorse naturali del paese. La storia della Bolivia è ricca di contrasti tra differenti gruppi di potere, non ultimo il potente cartello dei coltivatori di coca, che molto spesso sono sfociati in rivolte sociali e politiche.
Alcuni giornali boliviani sottolineavano con ironia che i disordini di questi giorni e le dimissioni del presidente vanno ad interrompere un periodo di 21 anni di democrazia continua e senza colpi di Stato, un dato senza precedenti nella storia del paese.

Autore: riccardo
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Il: 18/10/2003
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